Aerografo: nozioni di base

12 Ago, 2008
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Parlando con molte persone (sia nella realtà che nei forum) ho scoperto che tante persone vorrebbero imparare ad usare un aerografo, ma non sanno da che parte iniziare.

Io ho avuto la fortuna di assistere ad un corso sull’uso dell’aerografo che mi ha insegnato le basi (grazie, Silvano )… vediamo ora di fornire a voi qualche dritta per iniziare a prendere confidenza con l’aeropenna.

Premetto che l’aerografo è uno strumento difficile da usare, ma può dare parecchie soddisfazioni e ti permette di creare degli effetti altrimenti impossibili da ottenere. Bisogna avere pazienza e non scoraggiarsi se l’effetto voluto non viene come dovrebbe. Bisogna fare esperienza!

Nota: il mio primo ed unico aerografo è un Paasche doppia azione. Mi è stato consigliato e mi ci trovo molto bene. Tutte le spiegazioni e le foto seguenti si riferiscono a questo modello. In alcuni casi specificherò le differenze con altri modelli ed altre marche.

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Tipologie
Ci sono due tipologie di aerografo: a singola ed a doppia azione.

La differenza è sottile ma importantissima. L’aeropenna a doppia azione permette di regolare sia il flusso dell’aria che la quantità di colore in uscita, mentre il singola azione si regola solo l’afflusso dell’aria.

Per capire in quale categoria ricade la propria aeropenna, si deve guardare il “pulsante”. Se è un semplice pistoncino che va su e giù, è a singola azione; se oltre a premerla, la levetta può anche essere spostata avanti ed indietro, allora è un doppia azione.

Ovviamente il doppia azione è moooooolto più difficile.

Componenti dell’aerografo
Ecco una foto che illustra le varie componenti dell’aeropenna:

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(1) ugello
(2) puntale
(3) duse
(4) ago
(5) pulsante
(6) corpo dell’aerografo
(7) sistema di blocco dell’ago

Come potete vedere nella foto, il mio ago è “leggermente” incrostato dal prolungato uso con il nero.

Pulizia
Per la pulizia dell’aerografo consiglio l’uso del diluente nitro ed un pennello sintetico (sempre che non sia un’aeropenna di infima qualità in plastica…).

Si smonta l’aeropenna e la si pulisce in tutte le sue parti con il pennello intinto nel diluente.

Bisogna prestare attenzione solamente al corpo centrale che ospita la guarnizione. Alcuni ne mettono una in teflon (come la Paasche) che non si danneggia, altri invece usano materiali che si rovinano a contatto con solventi troppo aggressivi (e la nitro è moooolto aggressiva).

Ecco qualche foto di esempio sulla pulizia

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Montaggio
Montare l’aerografo è relativamente semplice, ma è necessario stare attenti ad evitare di rovinare le parti più delicate (ed importanti) dello strumento.

Quando si infila la duse, bisogna evitare di spingerla troppo a fondo, perchè potrebbe rovinare la punta della duse e rendere inutilizzabile l’aeropenna.

Ho realizzato un piccolo video che mostra come si rimonta un Paasche:

Pressione
L’aerografo non va mai usato con pressioni troppo elevate (1,5 atm) o troppo basse (0,3 atm).

0,8 atmosfere è un’ottima base per lavorare.

Colore
L’aerografo è uno strumento molto delicato e la sporcizia può intaccarlo anche pesantemente.

La maggior parte dei modellisti utilizza colori acrilici ed a smalto con l’aerografo. Io personalmente uso solo acrilici Gunze, diluiti con alcool denaturato (quello rosa che trovate al supermercato: 2-3 giorni sotto il sole e diventa perfettamente trasparente! ).

Altri colori ottimi da usare ad aerografo sono: vallejo air (sono già pesantemente diluiti, si può aggiungere acqua), Tamiya (da diluire con il suo diluente specifico).

Per quanto riguarda la diluizione, scordatevi il discorso “deve avere la consistenza del latte”. Tutte le volte che avevo una consistenza simile, la duse e l’ago si incrostavano. Diluite tanto, tantissimo! Al massimo dovrete dare più mani di colore, ma così potrete ottenere delle velature interessanti, oltre ad evitare di distruggere l’aerografo…

Nota: per esperienza personale, è meglio inserire nel bicchierino PRIMA il diluente e POI il colore, mescolandolo alla fine con la parte inferiore di un pennello. In questo modo eviterete che l’aeropenna peschi direttamente il colore non diluito.

Utilizzo
Per imparare ad utilizzare l’aerografo, il miglior modo è vedere altri modellisti usarlo. Quelli bravi, s’intende

Cmq, qualche esercizio per iniziare: prendete un foglio di carta e provate a far uscire il getto, in modo da impratichirvi con il pistone e calibrare la pressione del dito.

Quando avete capito come esce il colore, provate a disegnare delle linee sottili. La pressione del dito influenzerà l’uscita del colore e dell’aria… poca aria, poco colore e duse vicinissima al foglio: ecco una bella linea sottile! Data l’elevata diluizione, sarà una riga praticamente trasparente, ma l’importante è riuscire ad ottenere sempre questo controllo!

Prendete poi una scatola in cartone, un tappo di sughero o una vecchia miniatura (insomma, una superficie utile per provare) e passateci sopra una mano di primer.

Cercate di disegnare con l’aerografo una mimetica maculata: delineate i bordi con la tecnica di cui sopra e riempite gli spazi. Quando sarete soddisfatti ed avrete ottenuto una buona manualità, aggiungete un colore più chiaro ed imparate a sfumare schiarendo il centro delle macchie mimetiche.

CATEGORIE: Pittura, Tutorial
  1. 2 commenti per “Aerografo: nozioni di base”

  2. Di Zed, scritto il 26 Ago 2009

    …ti voglio bene… XD
    ero grandemente interessato ad iniziare ad usare l’aerografo ma ammetto che l’idea del compressore mi sembra piuttosto dispendiosa. Ho saputo che sistono anche le bombolette d’aria compressa ma sono a “digiuno” di informazioni. Puoi rendermi edotto?

  3. Di yogurt, scritto il 27 Ago 2009

    Ciao,

    per quanto riguarda le bombolette, puoi usarle tranquillamente all’inizio, ma alla lunga risultano anche più dispendiose del compressore, oltre ad avere qualche “rogna” in più.

    Per quanto riguarda l’utilizzo, basta applicare la bomboletta all’aerografo e… funziona 🙂

    Il problema è che non puoi dosare la pressione, quindi devi stare un po’ attento al getto. Inoltre non avendo nessun filtro, l’aerografo potrebbe spruzzare la condensa della bomboletta.

    Per quanto riguarda il compressore, invece, ti consiglio uno a bagno d’olio, silenziosissimo, e dotato di un serbatoio, che diminuisce il lavoro del motore. Per quanto riguarda il prezzo, ce ne sono molti abbastanza economici (sotto i 100-200 euro) che funzionano bene.

    A quanto ho sentito, ti sconsiglio i compressori Amati perché non hanno serbatoio e nemmeno un buon regolatore per la pressione.

    Ciao! 😉

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